Lettera di commiato del Parroco alla comunità

Iglesias, 25 settembre 2026

Carissimi Parrocchiani,

  non è la prima volta che vi propongo delle parole scritte; più di frequente, nel foglio settimanale e poi ancora nel giornale della parrocchia e in qualche altra occasione.

Questa volta scrivo per salutarvi prima di dedicare ancora qualche anno ad impegni pastorali, finchè ne avrò le possibilità fisiche e morali.

Ricordo come oggi il primo giorno in cui abbiamo pregato insieme nella messa d’ingresso, era il 22 settembre del 2012. Non sembra, ma abbiamo condiviso 14 anni di cammino!

Senza fare lunghi discorsi, voglio evidenziare alcune cose.

Un chiarimento, innanzitutto: come già sapete, sono stato io a chiedere al vescovo di sollevarmi da questo incarico. Non perchè sono stato accolto male o abbia avuto in tutti questi anni motivo di disagio o insoddisfazione nello stare con voi. Niente di tutto questo! Al contrario, devo dire che arrivando ho percepito molta attesa e speranza, dopo un periodo precedente che sapeva di provvisorietà. Infatti, si era ben a conoscenza che i due Amministratori parrocchiali – don Giuseppe Tilocca e il compianto don Paolo Salis – che avevano prestato servizio nella comunità in seguito al ritiro di don Giovanni Poddigue, non si sarebbero fermati a lungo nella parrocchia.

Ho presto avuto modo di constatare che l’attesa e la speranza sono divenute accoglienza convinta e sensazione di stabilità per la presenza finalmente di un nuovo parroco. E, devo dire, un’accoglienza affettuosa che ha generato una reciproca stima e desiderio di collaborazione.

Di questo non posso che esservi grato.

Negli anni, questa collaborazione ha dato dei sensibili frutti. Alcuni, materialmente più visibili nel miglioramento delle strutture (chiesa, cripta, ambienti di riunione, salone parrocchiale) e dei luoghi adiacenti (sagrato e luoghi intorno alla chiesa, verde del parco e non solo).

Altri aspetti, meno materiali ma non per questo meno consistenti, una qualche rivitalizzazione della comunità intorno ai momenti di fede, di formazione e di varie forme di aggregazione che nel tempo abbiamo potuto vedere.

Possiamo non ringraziare il Signore per quanto ci ha dato in questo tempo? Possiamo non ringraziarcireciprocamenteper quanto vissuto e che sarebbe stato impossibile se, appunto, non si fosse creato un clima di armonia e di gioia in un cammino percorso insieme?

Vorrei spendere una parola di più sulla mia decisione di passare ad altro impegno pastorale.

È sempre stato mio convincimento, specie per quanto riguarda il servizio nelle parrocchie, di non prolungare la permanenza in una stessa sede oltre il “dovuto”: non a caso, le nomine standard per i parroci sono fatte per nove anni.

Sappiamo benissimo che ci sono delle eccezioni: per una durata inferiore o anche superiore; alcune permanenze perfino di diverse decine di anni! Ebbene, sono sempre stato convinto, e continuo ad esserlo, che la durata proposta dalla chiesa sia saggia, perchè consente alcune cose importanti: conoscenza graduale della parrocchia, corrispondente conoscenza da parte dei fedeli, un tempo ragionevole per una seria proposta pastorale che veda parroco e fedeli impegnati per realizzarla. 

In questi quattordici anni, credo di averle potute vedere entrambe, avendo avuto modo di offrire quanto ero in grado di proporre e di constatare altrettanto impegno di risposta in voi. Prolungare a oltranza non accrescerebbe granchè di nuovo e finirebbe per fissare vedute, metodi e proposte che sarebbero ripetitive e sclerotizzate. D’altra parte, cosa non secondaria, a settembre compio 78 anni e le risorse fisiche e mentali non sono più quelle di decenni addietro.

Una presenza nuova potrebbe sortire risultati nuovi e rivitalizzanti. 

Anche perchè, bisogna dirlo, accanto alle cose positive, non si può non notare che a tutt’oggi la parrocchia non vede presenze di famiglie giovani nè dei loro figli (bambini, ragazzi, giovani). Direi che anche questo dato chiede un avvicendamento.

La Chiesa in Italia, e la nostra Diocesi non fa eccezione, quanto a energie sacerdotali giovani non sta vivendo un periodo prospero. Sono convinto che il nuovo vescovo dovrà prendere in mano in maniera corposa la situazione tanto della città di Iglesias, quanto dell’intera Diocesi: credo sia necessario un serio riesame dell’intera impostazione pastorale.

Senza abusare della vostra pazienza, vorrei spendere ancora qualche parola su quello che è stato il mio costante intendimento nel lavoro pastorale in parrocchia.

Posso riassumerlo così: cercare di offrire strumenti per una fede robusta e convinta, ancorata ad alcuni elementi vitali, che sono:

La preghiera comunitaria, innanzitutto; specialmente l’eucaristia domenicale vissuta il più possibile in maniera semplice ma sentita, partecipata e celebrata insieme così da diventare attrattiva. E questo non solo per le parole del sacerdote nell’omelia, ma per il sentire che era davvero una preghiera “nostra”, in cui ci sentivamo legati nel canto, nelle preghiere che rendevano presenti le necessità della comunità e del mondo, nella preghiera eucaristica pregata insieme, …

Il desiderio di approfondire le motivazioni e la conoscenza della fede, a partire dalla Sacra Scrittura e negli incontri di approfondimento su temi di vita; incontri che abbiamo vissuto anche con persone qualificate e con presenze di persone provenienti da contesti diversi dalla parrocchia. Una fede, poi, sostanziata in varie iniziative e forme di carità.

La preoccupazione di rinsaldare le ragioni del camminare insieme: nel decidere, nel realizzare iniziative d’interesse comune, ma soprattutto nella crescita di accoglienza, nella stima e – perchè no? – nell’affetto reciproco. Credo di poter dire che, nonostante le manchevolezze che inevitabilmente ci segnano, siamo contenti quando c’incontriamo.

E lo saremo ancora, spero: l’età non mi consente di varcare i lidi per andare in terra di missione (come invece avrei desiderato molto); nè, stando in diocesi, di pensare a destinazioni lontane dalla città con il disagio del viaggiare. Per questo, credo che le occasioni d’incontro non mancheranno. 

E sono sicuro che saranno sempre gradite.

d. Roberto

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Se posso, un’altra notazione di opportunità e di “galateo pastorale”.

Quattordici anni non sono pochi; sono sufficienti anche a percepire i lati umani della collaborazione. Le persone, anche i sacerdoti, non sono fatti con lo stampino: ognuno ha sue convinzioni, una sua sensibilità, un suo stile nell’operare.

Forse quanto sto per scrivere sarà superfluo; sarebbe bene evitare di esprimere paragoni. Ad esempio, “Ma noi eravamo abituati così”, “don Roberto faceva così”, …

Qualunque sacerdote venga, sarà importante mettere in atto atteggiamenti e gesti di accoglienza sincera.

Solo il Signore è il punto fermo; gli altri, tutti, siamo solo dei servitori.

Orario Messa

Orario messe feriali:
lunedì – mercoledì – giovedì alle ore 19:00
Orario del sabato e prefestivi: ore 19:00
Orario della domenica e festivi: ore 07:30 e ore 10:00

Parrocchia Cuore Immacolato di Maria – codice fiscale 9000400924 – Via Fratelli Bandiera , 1 – 09016 Iglesias (CI)